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Su decisione di Francesco, la ragazzina canonizzata nel 1950 presto potrebbe essere nominata patrona antifemminicidio, raccogliendo un’idea maturata dal cardinale Joseph Ratzinger pochi mesi prima dell’elezione papale. Una santa protettrice delle donne che subiscono violenze sessuali, aggressioni mortali, vessazioni di ogni tipo da parte di mariti, fidanzati, compagni, amici occasionali, sconosciuti. Una santa vicina a tutte le donne che soffrono, ascesa agli onori degli altari per essere 37714497e6d4a77b6224165bc943f294_origstata anche lei vittima di una violenza mortale che subì volontariamente per non cedere alle minacciose avance del suo assassino. È Santa Maria Goretti, la ragazzina canonizzata nel 1950 da Pio XII  per essere stata vittima di un tentativo di stupro alle Ferriere di Conca (Latina) a soli 12 anni (era nata a Corinaldo, nelle Marche il 16 ottobre 1890). 

Su decisione di papa Francesco, Maria Goretti presto potrebbe essere nominata protettrice delle donne vittime di violenze, raccogliendo un’idea maturata dal cardinale Joseph Ratzinger pochi mesi prima dell’elezione papale.

È quanto emerge nell’ultima biografia dedicata alla santa di Latina dal titolo In quella foto c’è Maria (Nane edizione), scritta dall’architetto Ugo De Angelis, consulente della Congregazione della Dottrina della Fede, l’ex Sant’Uffizio, dove accanto ai documenti sui processi ecclesiastici di personaggi storici noti al grande pubblico, come Galileo Galilei e Giordano Bruno, vi sono conservati anche le carte (testimonianze, deposizioni, inchieste, perizie) utilizzate per il processo canonico per la proclamazione della santità di Maria Goretti.

  Nel libro – sarà presentato mercoledì 26 febbraio alle ore 18 presso Sant’Eligio dè Ferrari in via San Giovanni Decollato 10  –  l’autore rivela che a farsi promotore della richiesta avanzata a papa Francesco di nominare Santa Maria Goretti protettrice delle donne violentate è stato monsignor Alejandro Cifres, direttore dell’Archivio Segreto della Congregazione della Dottrina delle Fede.

Un’idea, in verità, accarezzata in primis nel 2004 dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, al tempo prefetto dell’ex Sant’Uffizio, che rimase colpito dalla storia di Maria Goretti durante una visita alla casa della santa alle Ferriere di Conca. 

”Il cardinale Ratzinger mostrò subito interesse per tutta la vicenda , che  –  racconta l’architetto De Angelis – benché avvenuta più di un secolo prima, ricalca sorprendentemente analoghe storie contemporanee che hanno altre, troppo, giovanissime donne vittime di aggressioni e violenze sessuali. E per questo ci incoraggiò a continuare la ricerca sulla figura e la scelta di Maria Goretti per individuare strade e modi per farne la santa capace di alleviare anche le sofferenze di oggi”. Sollecitazione che l’autore de In quella foto c’è Maria ha prontamente raccolto, dando vita ad un lavoro di ricerca biografica che, oltre al racconto delle circostanze storiche che portarono all’assassinio della ragazza nel 1902, presenta anche una nuova galleria fotografica con immagine inedite della ragazza e della cascina dove visse e morì. Per Monsignor Alejandro Cifres “il sacrificio di Maria Goretti ha un profondo significato morale validissimo ancora oggi perché proveniente da una giovanissima ragazza vittima innocente di una violenza cieca, che disprezza e utilizza la donna, la vulnerabilità della fanciullezza, ma che è anche esempio di coraggio e di dignità”. Da qui la proposta avanzata al Papa, che  –  spiega il direttore dell’Archivio dell’ex Sant’Uffizio – “se la proclamerà patrona delle vittime della violenza, non sarà solo un aiuto da invocare nei momenti di pericolo o una interceditrice per guarire e lenire le ferite, ma anche un modello di forza, di lotta e di rivendicazione della dignità della donna di fronte ai soprusi che ancora oggi sono costrette a subire”.

di ORAZIO LA ROCCA